È uscito il nuovo numero de “l’impegno”

È uscito il numero 109 de “l’impegno”, rivista dell’Istorbive, che contiene saggi di Luca Lavarino, Massimiliano Franco, Piero Ambrosio, Massimiliano Cossi, Raphael Rues e Mariella Terzoli, Tomaso Vialardi di Sandigliano, Anna Cardano e Elena Mastretta, Enrico Bianchi.

Luca Lavarino ricostruisce lo scontro che vide coinvolti i governi britannico, austriaco, francese e il Regno di Sardegna, nella prima metà dell’Ottocento fino alla vigilia della prima guerra di indipendenza italiana, per il controllo della Valigia delle Indie, via che, parte su piroscafi, parte su strada ferrata, univa l’Impero britannico all’India, ideata dall’ufficiale della Royal Navy, poi agente della Compagnie delle Indie e console britannico in Egitto Thomas Waghorn, che progettò il più conveniente percorso tramite il mar Rosso e l’istmo di Suez rispetto alla fino ad allora utilizzata circumnavigazione dell’Africa. La Valigia delle Indie, che inizialmente si limitava al trasporto di corrispondenza postale, divenne in seguito passaggio per enormi volumi di merci e viaggiatori, costituendo fonte di ricchezza per quei paesi che fossero riusciti a intercettarne la corrente.

Massimiliano Franco riprende e integra la relazione sulla comunità di Zubiena a cavallo tra Ottocento e Novecento presentata al convegno su Sandro Delmastro tenutosi alla Casa della Resistenza di Sala Biellese nel maggio del 2022. Evidenziando le peculiarità di una realtà in cui l’esperienza migratoria maschile, rivolta sostanzialmente al settore dell’edilizia, si manifesta precocemente come strumento di emancipazione dalla terra e di elevazione sociale, Franco racconta un mondo in cui persistono, più che in altre aree del Biellese, soffocanti strutture feudali, in cui spadroneggiano i notabili locali, in cui domina il familismo e in cui il cattolicesimo e il clericalismo hanno ampia influenza e le istanze socialiste che si diffondono in altre realtà del Biellese faticano ad affermarsi, lasciando spazio alla diffusione del pensiero anarchico, più affine all’individualismo di una comunità poco avvezza a organizzazione, regole e ordini imposti dall’alto.

Piero Ambrosio prosegue la sua redazione di biografie di vigilati biellesi e vercellesi elaborate, come di consueto, utilizzando la documentazione conservata nei fascicoli personali del Casellario politico centrale, soffermandosi in questa seconda parte dell’articolo sugli schedati durante il regime fascista, dopo aver preso in esame nella prima parte gli schedati nel periodo precedente l’avvento del fascismo.

Massimiliano Cossi ripercorre la biografia di Giovanni Battista Pigato, della congregazione dei padri somaschi,  nato a Mason Vicentino nel 1910, che nel 1939 venne arruolato dalla forze armate come cappellano militare, svolgendo il suo servizio nella campagna di Grecia, durante la quale fu ferito, e nella campagna di Russia, esperienza di cui ci lasciò testimonianza in un diario da cui Cossi trae ampi stralci, soffermandosi inoltre sulla sua formazione culturale e sul ruolo di professore che rivestì nel dopoguerra, in particolare al Collegio Gallio di Como, dove fu anche preside del liceo classico, lasciando un ricordo indelebile nei suoi studenti, con i quali aveva un rapporto basato sulla cordialità e sulla schiettezza.

Raphael Rues e Mariella Terzoli si concentrano sulla 1a SS-Panzer Division Leibstandarte SS Adolf Hitler (LSSAH), responsabile di efferati crimini di guerra compiuti in tutta Europa contro ebrei, civili, prigionieri di guerra alleati e prigionieri sovietici, studiandone in particolare il coinvolgimento nell’eccidio di almeno cinquantasette ebrei sul lago Maggiore nell’autunno del 1943, episodio del quale vengono ricostruiti la dinamica e i processi ai responsabili svoltisi nel dopoguerra, spesso conclusisi con assoluzioni o provvedimenti di amnistia.

Tomaso Vialardi di Sandigliano affronta il tema dello spionaggio nazista in Italia, presente sul territorio già dal 1939 e poi ampliatosi con organismi di intelligence sia civili che militari spesso operanti contemporaneamente, in un intersecarsi di strutture, comandanti, personalismi che minarono l’efficienza del servizio e impedirono la comprensione, se non tardiva, del determinante ruolo di nuovo attore sulla scena rappresentato, a partire dallo sbarco in Sicilia degli Alleati nel luglio del 1943, dall’Oss statunitense, di cui Vialardi ricorda in particolare la figura dell’agente Allen Dulles, artefice, con la sua controparte tedesca Karl Wolff, dell’Operazione Sunrise, fallito tentativo di negoziazione di una resa separata dei nazifascisti alle forze angloamericane.

Anna Cardano e Elena Mastretta, in un saggio che nasce dalla relazione presentata nell’ambito della serie di  iniziative del progetto “Smemorie-Sulle orme di Angelo Del Boca” organizzate dall’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Novara in collaborazione con altri enti del territorio, analizzano quanto la lezione di Del Boca in merito alla trattazione del tema del colonialismo italiano sia stata recepita dalla manualistica scolastica, prendendo in esame in maniera dettagliata alcuni testi di storia dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado e giungendo a una conclusione sostanzialmente positiva, dal momento che l’argomento è ormai parte integrante del racconto storico, allo stesso modo del legame tra razzismo e violenza fascista nelle colonie e legislazione antisemita, anche se spesso la piena comprensione dei fatti risulta difficoltosa, data la loro trattazione in molti casi episodica e mancante di continuità.

Enrico Bianchi si occupa dell’importante contributo allo studio della guerra e della storia militare dato dalla Biblioteca militare italiana, originariamente donata alla Città di Varallo dal professor Virgilio Ilari nel 2006, in seguito conservata all’Istorbive e arricchita da altre cospicue donazioni bibliografiche, introducendo l’argomento con una esauriente panoramica sulla poliedricità del fenomeno bellico, il cui studio attraverso un approccio trasversale e interdisciplinare è senz’altro favorito dall’organizzazione sistematica e multidisciplinare della Bmi.

Chiude il numero il ricordo di Carlo Ganni, nato a Pralungo nel 1929, giovanissimo partigiano della 75a brigata “Piero Maffei” con il nome di battaglia “Gagno, che proseguì la sua battaglia per la democrazia e la libertà anche nel dopoguerra impegnandosi, prima come consigliere e poi come sindaco, nella vita amministrativa della sua comunità e che ci ha lasciato testimonianza del suo antifascismo consapevole e della sua esperienza partigiana nel volume di memorie “Cara libertà”, edito dall’Istorbive nel 2019.

Puoi visionare il sommario direttamente nella pagina dedicata del sito de “l’impegno” e puoi acquistare il nuovo numero nello shop online, cliccando qui.

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