Dal carcere alla libertà

Il progetto “Dal carcere alla libertà. Voci di donne” è stato ideato e realizzato da Sabrina Contini, Elisa Malvestito, Monica Schettino e Marta Nicolo, un gruppo di giovani ricercatrici dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia in occasione delle celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza.

Nasce con lo scopo di raccogliere testimonianze e ricostruire storie di vita di donne accomunate dall’esperienza del carcere a partire dalla resistenza e dall’antifascismo arrivando fino all’oggi.

Il progetto si propone di perseguire non solo un arricchimento delle conoscenze su un periodo e una fase storica fondamentale della storia italiana, ma di agire anche a livello educativo e formativo (rivolgendosi in particolare alle giovani generazioni) proponendo riflessioni riguardo ai temi come i diritti civili, la libertà di espressione, i valori della democrazia e dell’antifascismo utilizzando come chiave di lettura privilegiata e punto di vista quello delle esperienze vissute dalle donne in carcere.

Il progetto è partito nel 2015 con l’apertura del portale multimediale (www.dalcarcereallaliberta.it) dove confluiscono i materiali raccolti, testi di ricerca inediti, video e testimonianze audio, e dove si prevede uno spazio forum per le scuole e le associazioni. Negli ultimi anni l’attività è andata a rilento a causa soprattutto della mancanza di un gruppo di lavoro consolidato. Nel giugno 2019 il progetto è stato rilanciato grazie alla presentazione in occasione del 2° convegno nazionale dell’Associazione italiana di Public History. In questa circostanza ha ottenuto anche il riconoscimento come secondo miglior “Poster” di presentazione di un lavoro di Public History.

Per il 2020 si prevedono due operazioni fondamentali: 1) un ulteriore rilancio del progetto di ricerca attraverso la pubblicazione delle memorie dei coniugi Rossetti, antifascisti operativi nel Biellese, che vissero l’esperienza del carcere e del confino e che sono utili soprattutto per delineare la figura di Giorgina Rossetti e della sua esperienza di reclusione; 2) costituzione di un gruppo di lavoro permanente che possa lavorare alla ricerca e alla sua divulgazione attraverso la partecipazione a convegni e l’organizzazione di momenti formativi e didattici.