È passata la svastica. La seconda guerra mondiale nei disegni di Nino Baratti

La mostra, curata da Elisa Malvestito e realizzata con la compartecipazione del Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, propone una selezione dei disegni del pittore ligure Nino Baratti, che combatté nella Resistenza operando nelle formazioni Sap della II brigata mobile “R. Della Vecchia” e collaborò con “La Stella Alpina”.
L’esperienza della guerra lo segnò profondamente, tanto da spingerlo a realizzare, tra il 1940 e il 1945, un centinaio di disegni dedicati al racconto e alla rappresentazione di questo tragico capitolo della storia contemporanea. Il ricordo di Baratti è soprattutto legato ai suoi dipinti, oggi presenti in collezioni pubbliche e private in Italia (Vignola, La Spezia, Milano, Livorno) e all’estero (Lugano, Londra, Bruxelles, Madrid). I disegni giovanili, dedicati alla terribile esperienza del secondo conflitto mondiale, sono invece meno celebri. Eseguiti in diverse località tra il 1940 e il 1945, i bozzetti di guerra vennero datati e firmati solo nell’immediato dopoguerra, quando l’artista ebbe l’occasione di esporli a Novara. Alcuni di essi vennero pubblicati sul giornale partigiano “La Stella Alpina/La Squilla Alpina”, altri utilizzati come manifesti durante alcune campagne contro la guerra negli anni cinquanta e come corredo iconografico nella rivista “l’impegno”, edita dall’Istituto. Dedicati all’amico antifascista Michele Castagnaro, arrestato nel 1943 e deportato a Mauthausen, dove morì nei forni crematori, “i disegni non sono reportage o fotografie degli avvenimenti”, scrive l’artista, “ma sintetizzano dal punto di vista artistico i miei pensieri, una protesta, una ribellione disegnata, frutto di una forte sensazione e di una profonda sofferenza, in opposizione alla dittatura allora imperante risalente al 1938-1939 quando divenne sempre più netto nella mia coscienza e nel pensiero il desiderio di libertà”.
La mostra si presenta come un omaggio all’opera di Baratti e contemporaneamente al sacrificio di quanti, come Michele, pagarono con la vita la rivolta contro l’oppressione nazifascista. I disegni esposti, frutto di una selezione degli ottanta originali superstiti, sono stati raggruppati in sei sezioni tematiche, all’interno delle quali si è scelta la sequenza cronologica. I disegni sono proposti in forma fedele all’originale e restituiscono la sofferta interpretazione dell’artista rispetto alla tragedia del secondo conflitto mondiale. Come ha tenuto a sottolineare Nino Baratti in un suo testo lasciatoci in eredità, i disegni rappresentano una dedica “a tutti quelli che non vogliono e non devono dimenticare”.

La mostra è costituita da 32 pannelli 50×70 e da 6 pannelli 50×30.

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