L’alba che segnò d’iride i biancospini. La storia e i luoghi dei partigiani della XII divisione “Nedo”

In tempi di pace la memoria della guerra appare una tragica favola che appartiene ad un mondo diverso dal nostro. Qualcuno si chiede anche se sia il caso di ricordare quei brutti momenti in cui la vita sembrava un dono della fortuna. Noi pensiamo che valga la pena fare i conti con la nostra storia, sempre, nel bene e nel male, per mantenere fertili i semi della libertà attraverso l’esempio di quanto è stato difficile e cruento conquistarla. Lo facciamo ripercorrendo la storia di una banda partigiana, nata piccola e cresciuta fino a diventare una divisione, aiutandoci con immagini di luoghi e persone, proposte per la loro rappresentatività, senza la velleità di rappresentare tutto e tutti. Agli estremi cronologici e ideali di questa storia si ergono due uomini cui non fu concesso di vedere realizzati gli obiettivi verso cui avevano impegnato la propria esistenza: Carlo Pisacane, importante figura del Risorgimento italiano, che collegò l’idea nazionale alle aspirazioni di riscatto delle plebi contadine in nome del socialismo utopistico e libertario, e Piero Pajetta “Nedo”, combattente per la libertà in Spagna e poi nel Biellese, dove divenne comandante della 2a brigata d’assalto Garibaldi “Biella”, che comprendeva i sei distaccamenti della Resistenza biellese e il distaccamento valsesiano “Gramsci”. Nedo, scomparso il 24 febbraio 1944, fu trovato morto alla fine di marzo, ucciso da un colpo di pistola sparatogli in fronte, nei pressi del sentiero che, passando per il monte Casto, porta da Callabiana al Pratetto. Al suo nome fu intitolata la XII divisione, nata dal distaccamento “Pisacane”.

La mostra, costituita da 21 pannelli 100×70, è realizzata in collaborazione con l’Anpi Valsessera e il Comune di Postua.

Esposta permanentemente al Centro comunale polivalente di Postua, è a disposizione per allestimenti temporanei in altre sedi.

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