La web radio per il 75° anniversario della Liberazione

L’Istituto ha creato una web radio, curata da Elisa Malvestito, tramite la quale partecipa alle celebrazioni digitali del 75° anniversario della Liberazione promosse dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri attraverso la pagina “Raccontiamo la Resistenza”. Nella pagina facebook del progetto Dal carcere alla libertà, promosso cinque anni fa dall’Istituto, che raccoglie biografie e testimonianze di donne incarcerate per motivi politici dall’antifascismo a oggi, ogni martedì e giovedì, da oggi fino al 25 aprile, sarà caricato un podcast con una lettura tratta dalle testimonianze delle protagoniste della Resistenza.
Si comincia pubblicando il racconto dell’arresto di Anna Marengo, dottoressa e partigiana nel Vercellese, inserito nel suo libro di memorie Una storia non ancora finita. Memorie di Anna Marengo a cura di Monica Schettino, edito dall’Istituto, e si prosegue con il racconto di Cesarina Bracco, una delle prime staffette partigiane nel Biellese che, subito dopo l’8 settembre 1943, decise senza indugi e con entusiasmo di unirsi ai primi distaccamenti partigiani. Nel suo libro di memorie, La staffetta garibaldina, edito dall’Istituto, racconta un episodio di arresto che l’ha vista coinvolta insieme all’amica Ines.

Altri podcast:

Lettera dal carcere di Giorgina Rossetti, antifascista biellese, al marito Marino Graziano. I due vennero arrestati la prima volta nel 1927 e condannati a diversi anni di carcere. Nel 1931 ottennero il permesso di sposarsi e il matrimonio venne celebrato presso il carcere di Trani, dove era stata rinchiusa Giorgina.
Rilasciati nel 1937 grazie all’indulto, i due sposi vennero arrestati nuovamente poche settimane dopo e condotti in carcere in attesa della condanna definitiva che li avrebbe portati al confino.

Rondinella, poesia scritta da Alda Morgante, giovane ragazza vercellese catturata insieme alla sorella Sandra nell’autunno del 1943 per aver ospitato in casa due soldati alleati. Le sorelle Morgante vengono arrestate e incarcerate prima a Vercelli poi alle Nuove di Torino. In carcere Alda scrive numerose poesie, che riesce a conservare anche dopo la fine della guerra.

Autoracconto di Lodovina Rolando, madre di due partigiani del Biellese, che si trovò non solo a vivere la drammatica esperienza della perquisizione e dell’arresto, ma anche quella dell’interrogatorio e della tortura nella famigerata “villa degli orrori” di Biella, Villa Schneider, insieme al figlio, appena quattordicenne, e ad altre donne del paese. Il testo è tratto dal fondo “Memorie e testimonianze sulla guerra e la Resistenza” conservato nell’archivio dell’Istituto.

Lettera di Anna Pavignano, importante antifascista biellese, indirizzata al direttore del carcere durante la sua reclusione a Trani per chiedere di essere visitata all’ospedale civile. Una richiesta che, come dice la stessa Anna, ha i tratti di una preghiera. Anna Pavignano a ventotto anni viene arrestata a Torino e condannata a sei anni di reclusione. Imprigionata a Trani e poi, per motivi di salute, a Perugia, viene scarcerata nel 1932. Tornata a Occhieppo, suo paese natale, riprende immediatamente la attività da antifascista e dirige per un periodo la federazione del Partito comunista a Biella. Durante la lotta di Liberazione organizza i Gruppi di difesa della donna e le staffette del Biellese e collabora con la XII divisione “Garibaldi”.

Un brano dal diario Cronaca della Resistenza di Andreina Zaninetti Libano, che ci racconta la Liberazione di Vercelli avvenuta il 26 aprile 1945. Andreina, “Anna” il suo nome di battaglia, apparteneva al Partito d’Azione e fin da subito, dopo l’8 settembre 1943, si impegnò per salvare i prigionieri di guerra angloamericani con l’Ufficio Informazioni e l’Ufficio falsi del movimento giellista vercellese. Faceva parte anche dell’Udi (Unione donne italiane). Il diario è stato in parte pubblicato nella rivista “l’impegno”, anno XVII, n. 2, agosto 1997.

Buon ascolto!

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