Resistenza e società civile nel Biellese

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Resistenza e società civile nel Biellese

di Piefrancesco Manca, 2005, pp. 172

Il volume ripercorre lo sviluppo delle formazioni garibaldine biellesi nell’arco dei venti mesi della lotta di liberazione, esaminando le caratteristiche del movimento partigiano, la sua composizione sociale, i rapporti da esso instaurati con il territorio e con la popolazione.

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Dall’analisi dell’antifascismo durante gli anni del regime e delle trasformazioni degli equilibri sociali, economici e politici conseguenti alla partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale, con particolare attenzione allo stato d’animo della popolazione durante il conflitto, il volume passa ad affrontare l’evolversi del movimento di liberazione biellese; i contrasti tra i garibaldini biellesi, le formazioni valsesiane di Moscatelli e la brigata Gl “Cattaneo”; le modalità di riorganizzazione dei comandi partigiani; i problemi sorti nella 2a brigata “Garibaldi” e la crisi profonda cui andò incontro dopo il rastrellamento nazifascista del gennaio 1945. Si sofferma inoltre sulle regole della giustizia partigiana nei confronti dei militari della Rsi e dei civili responsabili di delazioni, improntata al ricorso ad una violenza “necessaria”, che a volte colpì erroneamente, ma che fu sempre attenta al consenso popolare.
Il volume affronta anche l’importante tema della scelta e delle motivazioni che spinsero molti biellesi a opporsi consapevolmente a tedeschi e fascisti e che invece indussero altri ad assumere un atteggiamento indifferente o attendista, andando ad occupare quella che viene definita “zona grigia”.

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172

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