Una vita segnata non è una vita perduta

Nell’ambito della 45a edizione del Progetto di storia contemporanea, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con gli Istituti per la storia della Resistenza piemontesi, che si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado e agli enti di formazione professionale, dedicato quest’anno alla partecipazione dei giovanissimi alla guerra di liberazione, le ragazze della classe IV Liceo classico dell’Istituto superiore “D’Adda” di Varallo, Clara Farina, Cecilia Buscaglino, Sofia Racca, Lucia Bovolenta e Giorgia Castelletta, della redazione del podcast d’Istituto Dadda-z, hanno realizzato il podcast Una vita segnata non è una vita perduta. 

Il lavoro si concentra sulla biografia di Piero Corte, che a soli 11 anni affianca il padre Battista e poi diventa staffetta, percorrendo i sentieri della valle con documenti e informazioni per i partigiani. La sua storia era già stata oggetto di un’intervista realizzata qualche anno fa dal giornalista Mario Calabresi. Le ragazze nel loro podcast hanno però voluto fare della storia di Piero una riflessione rivolta ai loro coetanei sul valore della vita. Infatti, come sottolineano in chiusura della registrazione, la storia di Piero è «un esempio da cui tutti noi giovani dovremmo trarre spunto per le nostre vite: non è mai tardi per riprendere in mano le redini della propria vita, perché una vita segnata non è una vita perduta, proprio come dimostra Piero, riuscito a riprendere in mano la sua vita dopo gli orrori passati e a crearsi un futuro».

Ascolta il podcast

 

 

 

Categories: Anniversario Liberazione,Articoli

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