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Chiesa, cattolici ed emigrazione in Valsesia

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Chiesa, cattolici ed emigrazione in Valsesia

di Pier Giorgio Longo, 1992, in collaborazione con la Società valsesiana di cultura, pp. 210

Il saggio rappresenta un contributo di prim’ordine alla troppo poco conosciuta storia religiosa dell’Italia contemporanea e si inserisce a pieno titolo in un genere di storiografia di tipo innovativo: cioè una storiografia che, pur prendendo le mosse dai temi e dai problemi relativi al movimento cattolico, tende a travalicarne i confini, per affrontare di petto e in tutta la sua ampiezza la storia di intere comunità, dal punto di vista religioso, dell’antropologia sociale e culturale, degli stili di vita e così via.

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Descrizione

Il saggio rappresenta un contributo di prim’ordine alla troppo poco conosciuta storia religiosa dell’Italia contemporanea (che non può essere, in questa fase della ricerca, che storia di ben delimitate realtà locali), e sotto molti aspetti un modello di ricerca da seguire. Esso si inserisce a pieno titolo in un genere di storiografia di tipo innovativo: cioè una storiografia che, pur prendendo le mosse dai temi e dai problemi relativi al movimento cattolico, tende a travalicarne i confini, per affrontare di petto e in tutta la sua ampiezza la storia di intere comunità, dal punto di vista religioso, dell’antropologia sociale e culturale, degli stili di vita e così via. In quest’ottica i diversi profili assunti dal movimento cattolico nelle varie situazioni locali e ambientali diventano l’occasione per ricognizioni storiografiche dotate di respiro più ampio e capaci di risultati altamente originali.
L’autore si è trovato nelle condizioni di raggiungere obiettivi rilevanti sia perché è un attento studioso di un ampio arco della storia religiosa ed ecclesiastica della Valsesia, dalla Controriforma al ventesimo secolo, sia perché i suoi interessi prevalenti vanno nella direzione della storia della vita religiosa intesa allo stesso tempo come storia di strutture e di mentalità, di tradizioni e di innovazioni e non solo degli aspetti organizzativi o quantitativi del movimento cattolico, sia perché, infine, si mostra profondamente consapevole delle interazioni tra la Valsesia e le aree forti del movimento cattolico, come l’area metropolitana milanese o quella novarese.
Nel volume un’attenzione particolare è ovviamente dedicata al fenomeno dell’emigrazione: al ruolo del Sacro Monte e alla “pastorale dell’emigrazione”. Questa parte del saggio “assume – secondo Francesco Traniello, autore della prefazione – particolare significato come modello di ricerca intorno alla funzione propulsiva e aggregativa assunta da un luogo di tradizionale devozione e di identità collettiva in rapporto alle forme e ai contenuti di una nuova religiosità di azione e di movimento del Novecento”.

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210

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